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Madonna del Vaiolo

Il 27 gennaio di ogni anno è festa grande non solo per i fedeli della Parrocchia San Francesco d’Assisi, ma per tutti gli abitanti di Taglio di Po e dei Comuni limitrofi, nonché di tanti emigranti, che in tale data si ritrovano per festeggiare Colei che in dialetto viene definita “La Madonna del Varolo“.

Nell’autunno 1886 il paese di Taglio di Po fu infatti colpito dal morbo del “vaiolo nero”, sembra portato dall’equipaggio di un peschereccio tornato dalla pesca nelle coste della Turchia asiatica, che provocò in poco tempo la morte di una parte consistente della popolazione. Per arginare il morbo si decise di invocare la grazia della Beata Vergine della Salute e il 27 gennaio 1887, al termine di un periodo di intense preghiere, venne organizzata una messa con processione per le vie del paese a cui parteciparono tutti gli abitanti non ancora colpiti dal vaiolo, con in testa il Parroco ed il Sindaco. Da quel giorno la tradizione orale afferma che più nessuno si ammalò e tutti gli abitanti già colpiti guarirono rapidamente.

Da allora la statua della Beata Vergine della Salute viene chiamata Madonna del Vaiolo ed è festeggiata ogni 27 gennaio con una solenne processione che porta la vecchia statua in legno della Madonna del Vaiolo per le vie della cittadina sopra un carro trainato da uomini, con la partecipazione di tutta la comunità del paese, religiosa e civile. E’ interessante qui notare, come dice il nostro concittadino Bruno Crepaldi nel suo manoscritto “Il paese di Taglio di Po e la festa della Madonna del Vaiolo”, come “il punto che sembra importante evidenziare è la dimensione [anche] civile della processione: non è più solo un evento di rilevanza religiosa, ma un momento in cui il paese si raccoglie in quanto comunità“.
La giornata è però scandita da soli momenti di riflessione religiosa, oltre che dalla Solenne processione; è una giornata tutta dedicata alla Madonna del Vaiolo, senza giostre e senza tutto quel complesso che qualifica le sagre dei paesi.

Ciò che dice la storia e quello che si tramandano i “tajanti”

Non sembrano esistere documenti ufficiali a raccontare quanto avvenne esattamente negli anni 1886-1887, per cui ci si si deve basare sui racconti e testimonianze di chi quelle cose le ha vissute e le ha tramandate – ai propri figli ed ai propri nipoti, di chi le ha raccolte e messe in forma scritta – e che verranno riportati integralmente più sotto; quello che invece risulta certo, da ricerche approfondite effettuate in particolare dal citato Crepaldi, nonché da Frà Candido Rachelli e Frà Matteo Salvadori (Frati francescani che hanno servito la Parrocchia in anni diversi: P. Rachelli negli anni ’60, P. Salvadori nella prima metà degli anni ’80 e poi come Parroco dal 1995 al 2001), è che effettivamente nei mesi tra novembre 1886 e gennaio 1887, periodo in cui viene collocata l’epidemia del vaiolo, vi è stato un elevato numero di decessi, superiore alla media, portando a stimare in un 40% delle morti totali del biennio 1886-1887 quelle dovute all’epidemia. Tra l’altro, questo dato è stato valutato anche in relazione alle morti avvenute nei Comuni limitrofi, in particolare Contarina e Donada, dove nello stesso periodo si è rilevato anche qui un incremento di decessi; “si afferma infatti che la malattia era presente a Contarina, paese separato da Taglio di Po solo dal corso del fiume Po” (Crepaldi) ed è quindi presumibile che il contagio si sia diffuso facilmente tra i due paesi (vedi più sotto Rachelli – 1963), mentre – ad esempio – i Comuni limitrofi di Ariano Polesine e Corbola non sembra siano stati interessati da tale fenomeno.

Prima di riportare le testimonianze storiche (con i limiti di cui si diceva) degli avvenimenti da cui nasce la profonda devozione dei Tagliolesi alla Madonna del Vaiolo, piace qui ricordare come nel 1987 sia stato festeggiato in maniera solenne il centenario della prima processione, con un anno “giubilare” che ebbe inizio il 28 gennaio 1986. Per tale occasione venne costituito un apposito Comitato celebrativo, composto da autorità religiose, civili, altri rappresentanti espressione della comunità parrocchiale e della società civile e culturale. La sera del 26 gennaio una rappresentanza dell’Orchestra del Teatro della Scala di Milano tenne un riuscitissimo concerto in Chiesa, documentato da un video gelosamente custodito in Parrocchia e da tanti Tagliolesi.
La Processione del giorno successivo vide la presenza, secondo quanto riporta la cronaca del giorno così come appare dai diari parrocchiale, di “almeno 5-6 mila persone”, mentre “un avviso pubblico del Sindaco” affisso giorni prima “invitava la popolazione a far festa tutto il giorno: consigliava la chiusura di botteghe, negozi, uffici, bar, ecc.” e “ci fu vacanza in tutte le scuole”. “La Madonna fu portata su un antico carro agricolo trainato da 8 uomini”, carro agricolo che da quell’anno venne sempre usato per trasportare la statua.
A conclusione della Processione venne firmata una pergamena dal Parroco Padre Attilio De Zaiacomo e dal Sindaco Prof. Ildo Ponzetto; questo documento è conservato in due copie, una in Parrocchia l’altra in Municipio.


Relazione del 1905 – MARIA SANTISSIMA libera Taglio di Po dal morbo contagioso, il vaiolo

Correva l’anno 1886 e su Taglio di Po, ridente paesello alla destra del Po, che conta oltre 3000 abitanti, s’aggravava la mano di Dio col terribile flagello del morbo contagioso, il Vaiuolo. Era il 31 ottobre di detto anno ed i rintocchi della lugubre campana annunciavano a vita migliore di Maddalena Rosa fu Giuseppe, la prima colpita da tanto malore, che in breve con vertiginosa corsa, girò tutto il paese ,mietendo a centinaia le vittime, lasciando orbati di padre tante innocenti creature, privi di figli tanti genitori, senza spose tanti mariti, vedove tante donne, costernato e nella desolazione l’intero paese. Venne adottata ogni precauzione per arrestare il morbo, medici dal di fuori vennero a sollecitare l’aiuto ai poveri colpiti, si praticarono i soliti isolamenti, ma tutto indarno. Esperiti tutti i mezzi umani e vistili impotenti a tanto devastatore, tocchi dalla grazia di Dio, persuasi esser questo ben meritato castigo, molti padri di famiglia il 13 gennaio 1887 si presentarono al benemerito santo uomo il M.R.D. Simone Boscolo allora Rettore di questa Chiesa, per ottenere di incominciare pubbliche solenni preghiere alla Vergine Santissima affine di ottenere a mezzo di tanta interceditrice misericordia e perdono dei loro trascorsi e in pari tempo la liberazione da
tanto malore. Si diè principio subito alle pubbliche preghiere e grande fu l’affluenza del popolo, che con singulti e lacrime, si prostrava in tutte le ore del giorno a piè di Colei che è rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima. Da quel giorno il 26 dello stesso mese si contarono 80 colpiti e 20 morti. Il 27 era fissata la chiusa di dette preci, e tale fu l’accorrere dei fedeli al Sacro Tempio e con tanto fervore si pregò, che alla fine della giornata ciascuno in cuor suo, si teneva sicuro della grazia. Così fu. Infatti, da quel dì, più non si ebbero che leggeri casi e solo dieci dei poveri colpiti, trovarono la morte, gli altri tutti a mezzo di Maria, come giustamente si crede, ottennero la guarigione. Riconoscenti a tanta grazia, i paesani senza distinzione di partiti, subito vollero si tenessero solenni funzioni di ringraziamento; oratore di circostanza fu il M.R.D. Angelo Pomati Arciprete di Loreo, e tutti ad una voce benedivano ed esaltavano la Gran Liberatrice. Da quel giorno ad oggi, e così sarà in seguito, il 27 gennaio il paese di Taglio di Po tiene una festa esclusivamente religiosa, con gran concorso di forestieri, per attestare ogni anno in modo solenne la propria riconoscenza e gratitudine a Colei che sempre e dovunque sa mostrare la potenza Sua presso il Suo Divin Figliuolo.

Fra’ Candido Rachelli – Appunti su Taglio di Po – 1968


Relazione pubblicata nel 1928  –  IL VAIOLO

I mesi di novembre e dicembre 1886 e gennaio 1887 segnano un triste periodo della storia locale. Infierì allora una violentissima infezione di vaiolo nero. Dei 2000 abitanti che figuravano nel capoluogo del Comune, 358 morirono, dal morbo, 800 poterono guarire, pur rimanendo orribilmente butterati.
Si ritiene che il vaiolo sia stato portato dall’equipaggio di un trabaccolo peschereccio tornato dopo la pesca autunnale, dalle coste della Turchia Asiatica.
Il 26 gennaio 1887 il morbo, arrivato al massimo della violenza, era minaccioso più che mai. La cella mortuaria era zeppa di cadaveri, che attendevano la sepoltura e le case piene di vaiolosi in gravissime condizioni.
In tale triste momento il Sindaco Sig. Cav. Ulisse Casalicchio ed il parroco Don Nordio riunirono i capi di famiglia ancora immuni dal male e, di comune accordo, decisero di festeggiare nel giorno seguente la B.V. della Salute, per invocare da essa la grazia di far cessare il terribile flagello.
Il 27 gennaio, tutte le persone, alle quali le condizioni di salute lo permettevano, si recarono alla Messa e, nel pomeriggio, alla Processione.
Da allora più nessuno fu colpito dal vaiolo ed i già affetti guarirono.
Si radicò pertanto nell’animo dei cittadini la convinzione di un miracolo della B.V. della Salute, da quel giorno chiamata Madonna del Vaiolo, e che ancor oggi è da tutti venerata come miracolosa.
Ogni anno il 27 gennaio, con la maggiore solennità viene Essa ricordata in quella che è la maggiore festa ecclesiastica del Comune, la festa tradizionale del cuore di ogni Tagliolese, la festa religiosa veramente sentita, la cui austerità, devozione e solennità viene tramandata di generazione in generazione.
Il 27 gennaio l’intera cittadinanza sospende qualsiasi attività.
Ovunque si trovi un Tagliolese, pur che lo possa, torna al paese natio per recarsi alla Messa e per passare la giornata con i suoi concittadini.

Antenore Siviero in “Cenni Storici intorno al Comune di Taglio di Po” – 1935


Ciò che cronache non dicono e la gente racconta

D’inverno le nonne han sempre qualcosa da raccontare ai piccoli, dalle fole del Cason dai sette camini agli episodi e alle storie dei loro tempi che si collegano con le vicissitudini nazionali.
Alla fine del 1886 tutta la zona del basso polesine era stata colpita dal vaiolo nero. Taglio di Po era una eccezione. Il Po era largo e per giungervi da Contarina bisognava affrontare “il passo”. Qualcuno diceva: “Il Vaiolo non ha i soldi per passare!”. Ma lo si diceva per farsi coraggio: in cuore c’era tanta paura!
Il 30 ottobre morì Maddalena Rosa fu Giuseppe, seppellita il giorno dopo. Causa della morte? Il Vaiolo! Ormai a Taglio di Po non si era più sicuri … Beati quei pochi che erano stati già vaccinati e portavano sul braccio le enormi cicatrici dei “varoli”! Gli altri si guardavano bene dall’entrare nelle famiglie già contagiate; ma chiedendo informazioni, gridavano dalla strada: “Amia cara, come stai?”…
La corsa della morte divenne inesorabile: ogni giorno morivano 3, 4 persone. Un tale, accortosi un giorno del “malessere” dei famigliari, quella sera preferì dormire nella mangiatoia in stalla piuttosto che nel proprio letto … e così si salvò …
Si aveva paura dei propri cari e non si vedeva l’ora che li portassero via. In una abitazione lungo la Romea venne allestito un improvvisato Ospedale nel quale gli ammalati ricevevano le prime cure. Ancor oggi quella triste abitazione viene chiamata “il Lazzareto”. Sembra che prima abbia funzionato anche da Chiesa, e dopo il vaiolo, da scuola, e più tardi da abitazione per varie famiglie. Oggi è un deposito per vini pregiati e dà nell’occhio perché tutta ricoperta da rampicanti.
Le vittime si contavano a decine ed erano trasportate su carri al cimitero ed inumate in fosse comuni.
Uno, addetto al trasporto dei morti era il Sign. Montini, detto Battiquarta; stava da Siviero. Un giorno arrivato al Camposanto s’accorse che ne mancava uno; l’aveva perduto per la strada, tanto il carretto ne era pieno!
A Montesecco, vicino a Barbasanto, c’era invece il Sign. Crepaldi Cherubin con un cavallino bianco. Portava sette o otto morti alla volta, ricoperti da un lenzuolo.
Il becchino aspettava in cimitero con un bel d’affare. Si chiamava Giusto ed era gobbo; stava alla Colomba.
A quel tempo il cimitero era dove al presente abita la famiglia Spiller (che ora ha cambiato cognome in Spillere), e lì attorno.
Quando in una famiglia moriva uno, fuori dalla porta di casa piantavano un paletto con scritto su un cartellino il nome del defunto; così quelli dei carri funebri sapevano dove erano i morti da prelevare.
Finalmente il 27 gennaio del 1887 in Cimitero ci fu una battuta d’arresto e di sorpresa; un ragazzo, deposto per la sepoltura, mosse un braccio!… Oggi ha 67 anni ed è il Sign. Glorioso Soncin… In quel momento dalla Chiesa usciva l’immensa processione dei Tagliolesi con la loro Madonna, detta del Vaiolo, e il Cielo interveniva per asciugare tante lagrime e sollevare gli animi da tanta disperazione!
Quando la Madonna passò in processione anche il medico si fece il segno di croce … racconta la gente!

Fra’ Candido Rachelli – “Il Gazzettino 27/01/63” 


Si racconta che il terribile morbo nero sia stato contratto dall’equipaggio di un peschereccio tornato, dopo la pesca autunnale, dalle coste della Turchia nell’ottobre-novembre del 1886.
In breve tempo il vaiolo si diffuse tra la popolazione basso-polesana. La prima vittima fu una donna: Maddalena Rosa fu Giuseppe.
Era il 31 ottobre 1886: i mesti rintocchi di una campana annunciarono la morte della poveretta.
In un documento si legge questo:
“Era il 31 ottobre di detto anno ed i rintocchi della lugubre campana annunziavano il passaggio a vita migliore di Maddalena Rosa fu Giuseppe, la prima colpita da tanto malore, che in breve, con vertiginosa corsa, girò tutto il paese, mietendo a centinaia le vittime, lasciando orbati di padri tante innocenti creature, privi di figli tanti genitori, senza spose tanti mariti, vedove tante donne, costernato e nella desolazione l’intero paese.
Venne adottata ogni precauzione per arrestare il morbo, medici dal di fuori vennero a sollecitare l’aiuto ai poveri colpiti, si praticarono i soliti isolamenti, ma tutto indarno.
Esperiti tutti i mezzi umani e vistili impotenti a tanto devastatore, tocchi dalla grazia di Dio, persuasi esser questo ben meritato castigo, molti padri di famiglia il 13 gennaio 1887 si presentarono al benemerito santo uomo il Molto Reverendo Don Simeone Boscolo allora Rettore di questa chiesa, per ottenere di incominciare pubbliche solenni preghiere alla Vergine Santissima affine di ottenere a mezzo di tanta interceditrice misericordia e perdono dei loro trascorsi ed in pari tempo la liberazione da tanto malore.
Si diè principio subito alle pubbliche preghiere e grande fu l’affluenza del popolo che, con singulti e lagrime, si prostrava in tutte le ore del giorno a piè di Colei che è rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima.
Da quel giorno al 26 dello stesso mese si contarono 80 colpiti e 20 i morti. Il 27 (gennaio) era fissata la chiusa di dette preci, e tale fu l’accorrere al Sacro Tempio e con tanto fervore si pregò, che alla fine della giornata ciascuno in cuor suo si teneva sicuro della grazia.
Così fu. Infatti da quel dì più non si ebbero che leggeri casi e solo dieci dei poveri colpiti trovarono la morte, gli altri tutti a mezzo di Maria, come giustamente si crede, ottennero la guarigione.
Riconoscenti a tanta grazia, i paesani, senza distinzione di partito, subito vollero si tenessero solenni funzioni di ringraziamento; oratore di circostanza fu il Molto Reverendo Don Angelo Pomati Arciprete di Loreo, e tutti ad una voce benedivano ed esaltavano la Gran Liberatrice.
Da quel giorno ad oggi, e così sarà in seguito, il 27 gennaio il paese di Taglio di Po tiene una festa esclusivamente religiosa, con gran concorso di forestieri, per attestare ogni anno in modo solenne la propria riconoscenza e gratitudine a Colei che sempre ed ovunque sa mostrare la potenza Sua presso il Suo Divin Figliuolo”

Il Lazzaretto di Taglio di Po (foto anno 1984)

Va ricordato che il Sindaco di allora era il sig. cav. Ulisse Casalicchio, il quale insieme con il Rettore della chiesa riunì i capifamiglia non ancora contagiati dal male per decidere di festeggiare il 27 gennaio 1887 la Beata Vergine della Salute (così in quel tempo era denominata la statua della Madonna).
Il Lazzaretto di Taglio di Po [ora demolito, situato nella Via Romea a un centinaio di passi dalla Chiesa Parrocchiale] ….. divenne nel 1886-1887 il ricovero di tanti Tagliolesi colpiti dal vaiolo, i quali vennero assistiti amorevolmente. Nel gennaio del 1887 la sua cella mortuaria era zeppa di cadaveri in attesa della sepoltura.

Fra’ Matteo Salvadori – la Madonna del Vaiolo è sempre nel cuore dei tagliolesi (1985)

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