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Diaconato Permanente

Nov 9, 2016   //   by mauro   //   Dicono della nostra Parrocchia, Rassegna Stampa  //  No Comments

Con i tre neo-ordinati ora sono sei i diaconi in servizio nella nostra diocesi

diaconi insieme davanti a vescovo preghiera consecratoria - bisEd ora i “Diaconi permanenti” nella nostra diocesi sono sei. Dopo don Franco Laurenti (classe 1932) e Guido Sfriso (classe 1933), ordinati nella festa del diacono santo Stefano il 26 dicembre 1987, e don Agostino De Grandis (classe 1942), ordinato nel giorno dell’Annunciazione il 25 marzo 1995, ecco aggiungersi domenica 23 ottobre (nel Giubileo della Misericordia) alle ore 16 nella cattedrale di Chioggia Giuseppe Di Trapani (sposato, con prole) da Taglio di Po, Attilio Gibbin (pure sposato, con prole) da Tolle e Tomas Pregnolato (celibe) residente nella parrocchia di Taglio di Donada ma presentato dalla parrocchia di Scalon dove partecipa all’attività pastorale. I nuovi diaconi sono arrivati a questo traguardo dopo uno studio ed un tirocinio durato 5 anni sotto la guida del rettore del seminario don Danilo Marin e, tra gli altri, del vicario generale della diocesi mons. Francesco Zenna. Come è stato ben illustrato dal vescovo mons. Adriano Tessarollo che ha concelebrato con ben 40 sacerdoti, pure presenti alcuni diaconi in preparazione per il sacerdozio della Diocesi di Padova, questo “Ordine” è stato ripristinato con il Concilio Vaticano II indetto da Papa Giovanni XXIII.
Ordine però “inventato” dagli Apostoli stessi: tutti noi conosciamo il più celebre diacono di allora, santo Stefano, ma anche ad esempio il diacono romano san Lorenzo del III secolo. La cerimonia ha visto i parenti occupare i primi tre banchi, riservati a ciascuno degli ordinandi e gli occhi di tutti erano puntati sui candidati: tanti amici e tanti fedeli arrivati pure con il pullman. Le emozioni in tutti erano palpabili, davvero intensa la partecipazione ai vari momenti della solenne liturgia. Durante la processione d’ingresso, partita dalla sacrestia fino in fondo alla chiesa per percorrere la navata centrale, i presenti cercavano lo sguardo del “loro” candidato. Il compito del “diacono” è stato illustrato dal vescovo nell’omelia elencando le mansioni loro affidate, in particolare per quanto riguarda l’annuncio della Parola, la liturgia e la carità. A Tomas è stato richiesto anche l’impegno del celibato. Il rito liturgico ha previsto come “essenziale” l’imposizione delle mani del vescovo sul capo dei candidati con l’invocazione dello Spirito; tra gli altri riti significativi: la “promessa dell’obbedienza” al vescovo e ai suoi successori, la prostrazione faccia a terra dei protagonisti con il canto delle Litanie dei Santi, la vestizione con la stola (da portare trasversalmente dalla spalla sinistra) e con la “dalmatica” a ricoprire il busto sopra il camice e appunto la stola. Operazione compiuta dai rispettivi parroci: il francescano padre Maurizio per Di Trapani, don Corrado per Gibbin ed il salesiano don Giannantonio per Pregnolato. Il rito è stato reso ancora più suggestivo dal coro di Scalon, con integrazioni di altri cantori delle altre due comunità parrocchiali di provenienza degli ordinandi, diretto da Pino Paesanti, all’organo il m° Dinarello. La cerimonia si è conclusa con il flash dei fotografi, gli scambi degli auguri ma soprattutto con i complimenti di tutti a tutti e, gradita sorpresa, un ristoro presso le opere parrocchiali della Cattedrale. Si può sintetizzare così l’esternazione dei sentimenti intimi da parte di chi è stato presente per la prima volta ad un’ordinazione: “Quanta commozione aver visto i diaconi sdraiati a terra davanti all’altare e al vescovo! Li abbiamo ammirati per il loro coraggio nella loro scelta: così la loro fede è stata proclamata davanti a tutta l’assemblea per inserirsi nella nostra vita di fede, nelle nostre comunità”.

(Francesco Ferro – da Nuova Scintilla 09-11-2016)

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