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La Chiesa di Mazzorno Destro

Esercitazione scolastica delle classi 3°, 4°, 5° – anno 1967
(tratto da “Appunti su Taglio di Po e dintorni – di F. Candido Rachelli)

La chiesa di Mazzorno Destro è stata costruita intorno al 1860 su una parte della possessione privata che delimitava il confine delle terre di Luigi Bonafè e Fratelli. Dopo la costruzione di detta chiesa l’area occupata passò tacitamente di proprietà della diocesi e tuttora questa ne conserva il possesso compreso lo stabile della casa canonica, costruita nel 1911 col contributo privato degli abitanti di Mazzorno. La costruzione della chiesa fu affidata agli eredi Bonafè i quali ne curarono anche la manovalanza. In quella occasione fu anche costruito il campanile che sorgeva proprio davanti al vecchio oratorio “S. Francesco” costruito nel 1523 dal conte veneto Quirini. Ora, detta costruzione non esiste più in quanto è stata demolita dopo la recente costruzione del nuovo campanile che sorge al lato est, a ridosso della chiesa stessa. Questa nuova opera è stata iniziata nel 1940 e condotta a termine, con il contributo privato dal vecchio curato D. Leone Lavagna. La costruzione misura m. 32 di altezza — cioè ben 25 m. superiore al vecchio campanile — e poggia su una base quadrata di m. 5,50 x 5,50.
Il Campanile: è una costruzione snella, moderna, internamente i mattoni lavorati a vista tenuti legati da anelli in cemento armato. Porta tre campane: una piccola, una media, una grossa.
La Casa Canonica: la casa canonica fu costruita nel 1911 e fu finanziata nel capitale da un certo Moschini che fu poi liquidato in ogni suo avere dalla Curia Vescovile di Chioggia per certi contrasti nati nei pagamenti da parte della popolazione.
E’ una costruzione decorosa, composta da 6 vani. Prima di tale costruzione il curato alloggiava nella casa ora chiamata “Villa Rosa” che era di proprietà allora del Sign. Mosca.
La Chiesa: dicevamo, fu iniziata nel 1860 circa e condotta a termine nella lavorazione dai Fratelli Bonafè. Essa ha la forma tipica della croce portando ai lati della unica navata due ricavi dove vi sono i due altari chiamati “laterali”, uno dedicato al patrono S. Francesco ed uno alla Madonna. Nel lato più corto del rettangolo che forma la navata vi è l’abside nella quale vi è l’altare maggiore. I tre altari che ne r
isultano così sono modesti nella loro forma ma anche abbastanza ricchi essendo interamente di marmo bianco e colorato. Pure le nicchie dove si conservano le immagini dei Santi a cui essi sono dedicati sono in marmo rosso. A lato dei due altari laterali vi sono altre due immagini: S. Antonio, regalato alla Chiesa dai parrocchiani in sostituzione della vecchia statua che oggi viene conservata nella cappelletta lungo la via Marchi; S. Gaetano, dono questo della famiglia Mosca; S. Biagio, acquistato con tutte le offerte dei bambini della Curazia; S. Rocco, statua ancora esistente forse nel vecchio oratorio. Le immagini degli altari sono state regalate: S. Francesco — patrono della Parrocchia — dalla famiglia dei Lavagna e la Madonna, venerata sotto il titolo “Madonna della Pace”, da un soldato, forse veneto, per voto per lo scampato pericolo della prima guerra mondiale. In fondo alla Chiesa sul lato destro, entrando, c’è un piccolo altare cui sovrasta un loculo dove vi è l’immagine di S. Teresa — dono della Famiglia Casalicchio — ed ancora dopo, un secondo loculo con l’immagine del S. Cuore, dono di quattro ex prigionieri di guerra. Sulla parete est — a sinistra entrando — è ricavato il loculo per il fonte Battesimale. Il pavimento è di costruzione recente, 1938 in piastre di cemento bianco e colorato e ha sostituito il vecchio pavimento in mattoni. Anche quest’opera è a ricordo del compianto curato Don Leone Lavagna che ancora nel 1925 curò il restauro dell’intero interno di tutta la Chiesa e le sue decorazioni, che ancora si possono ammirare sebbene molto ritoccate negli ultimi restauri fatti eseguire dal curato Don Domenico Chiozzotto che successe al precedente Don Leone Lavagna.
Opera d’arte: S. Francesco
Sulla parete di fondo e sovrastante la porta principale, altre due porte sono laterali, è conservato un dipinto attribuito al Guercino. Detto dipinto rappresenta S. Francesco che riceve le stimmate. Come questa Chiesa sia venuta in possesso di un quadro così prezioso non si ricorda, ma sicuramente da vecchia data perché ancora alcuni vecchi tramandano che questo dipinto fosse sul luogo ancora prima della Chiesa e che fosse conservato nel vecchio oratorio dei Quirini. Questa tesi è molto probabile perché anche l’oratorio era dedicato a S. Francesco e poteva forse rappresentare in esso l’unica immagine sacra che si poteva venerare.

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