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Tradizionale festa di Sant’Antonio col vescovo in località Montesecco

taglio-di-poPer tutta la giornata di lunedì 13 giugno un pallido sole e la “prevista pioggia” hanno risparmiato Taglio di Po e la sua tradizionale festa di Sant’Antonio di Padova in località Montesecco svoltasi regolarmente come avviene ormai da oltre mezzo secolo. La festa, preparata dal Comitato Festa di Sant’Antonio, ha avuto due momenti salienti: la S. Messa davanti alla chiesetta in via Garibaldi, chiusa al traffico, e la processione fino sull’argine destro del Po di Venezia.

Alla presenza di numerosi fedeli e devoti a Sant’Antonio, del sindaco Francesco Siviero con gli assessori Veronica Pasetto, Davide Marangoni e Doriano Moschini, del comandante della Polizia locale, vicecommissario Maurizio Finessi (assente il comandante dei Carabinieri, maresciallo Giuseppe Attisani, per impegni istituzionali), il vescovo diocesano, mons. Adriano Tessarollo ha concelebrato con il parroco padre Luigi Bettin, assistiti dall’aspirante diacono Giuseppe Di Trapani e da fra Carlo Tessarin.

La S. Messa è stata animata dal coro “Voci del Delta” diretto dal maestro Marco Ruzza. All’omelia il vescovo Adriano, dopo aver brevemente tracciato la vita del “Santo dei miracoli”, proclamato da Pio XII “dottore evangelico”, ha spiegato che Antonio la “sapienza l’ha ricevuta dal Vangelo e noi guardiamo a Lui come una sublime sintesi di verità e carità”. “Caro Sant’Antonio – ha concluso il vescovo Adriano – aiutaci a credere nella sapienza che viene da Dio e sperimentare la misericordia di Dio che ci tocchi nell’anima e nel fisico”.

Al termine, in processione con la piccola statua del santo portata a spalle, si è raggiunto l’argine del Po; sono scesi verso il fiume e saliti sulla barca del pescatore Parmelide Casellato il vescovo Tessarollo, il parroco Bettin, l’aspirante diacono Di Trapani e due organizzatori della festa, Adoris Marangoni e Moreno Tiengo. Mentre il coro eseguiva “Il Delta canta”, la barca ha preso il largo e il vescovo ha omaggiato il fiume Po con una corona di fiori e benedetto le acque invocando la protezione del Santo. Al ritorno, davanti alla chiesetta di via Garibaldi, il vescovo ha benedetto alcune ceste di “pani di Sant’Antonio”, che ognuno si è poi portato a casa, e benedetto pure “intenzionalmente, a distanza” il capannone di Leopoldo Foschini, in via Trento, trasformato in chiesa, dove sono stati collocati i banchi e diverse sedie della parrocchiale (un’altra chiesa per le celebrazioni feriali, con 150 sedie, è stata ricavata nell’ex circolo Acli all’angolo tra piazza Venezia e via Dante, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale chiusa per ristrutturazione).

G. Dian – Da Nuova Scintilla n.26 – 3 luglio 2016

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