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Meditazione di mons. Pizzaballa: III Domenica del Tempo Ordinario

Gen 26, 2019   //   by mauro   //   Riflessioni  //  No Comments

Il capitolo quarto del Vangelo di Luca, di cui oggi ascoltiamo i versetti 14-21, inizia nel deserto, dove Gesù è tentato dal diavolo. Uscito vittorioso dalla prova, Gesù ritorna in Galilea (Lc 4,14), e da lì inizia a portare quella stessa liberazione che lui per primo ha sperimentato nel deserto.

L’episodio di Gesù nella sinagoga di Nazaret parla proprio di questo inizio, ed è particolarmente importante perché è un po’ la chiave di lettura di tutto il Vangelo, il manifesto del programma di Gesù, come un seme che si svilupperà nel tempo, ma che porta in sé, in sintesi, tutto il resto del racconto.

Gesù è condotto dallo Spirito prima in Galilea, nelle diverse sinagoghe, cioè nei centri di riunione della popolazione, i luoghi dove la gente si riuniva per pregare, proclamare la Parola di Dio, ma anche per semplicemente ritrovarsi. È li, nella vita ordinaria di ciascuno, che Gesù viene condotto dallo Spirito, li annuncia il Regno.

Anche a Nazareth, come al suo solito e come ha fatto nelle altre sinagoghe di Galilea, va a pregare e ad incontrare la gente. Nella sua città legge la Parola profetica di Isaia, e annuncia che quella Parola, oggi e in lui, si compie.

Gesù dice che tutto ciò che farà non sarà altro che il compimento di una promessa che il Padre ha fatto attraverso i profeti. Gesù non compie un’opera sua, quindi, ma è venuto a realizzare l’opera del Padre; il modo con cui Gesù porterà il Regno di Dio non potrà essere altro da quello dell’obbedienza.

Se non fosse così, Gesù avrebbe potuto dare ascolto alle suggestioni del diavolo, nel deserto: il diavolo gli suggeriva un modo di realizzare il Regno che non è quello del Padre, non è quello raccontato dalle Scritture. Gesù lo rifiuta, prende le distanze, perché il suo modo è già scritto, e Lui lo riceve.

Questa Parola non è più destinata a rimanere una semplice promessa, una promessa incompiuta: oggi si apre il tempo in cui questa promessa è compiuta.

Una considerazione riguardo all’espressione “oggi”.

Questo annuncio viene fatto oggi. Non è una memoria del passato. Gesù annuncia oggi ai poveri. A quelli di oggi, e non a quelli del passato.

Il nostro Dio non è un Dio solamente della memoria, che ha fatto grandi cose nel passato e che noi ricordiamo. Non è nemmeno un Dio che attendiamo che venga in un futuro indefinito, oppure che incontreremo, vedremo, dopo la nostra morte, nell’ al di là.

Oggi lo Spirito ci conduce Gesù. Niente è più lontano dallo spirito del Vangelo di questo continuo rinvio a ieri e soprattutto a domani: il Vangelo vive nell’oggi, e nell’oggi grigio, modesto, opaco ma mio, trova la dimora di Dio.

Il nostro Dio vive nell’oggi. Solo con questa consapevolezza potremo essere in grado di vivere senza alienazione la nostra storia quotidiana

Non dobbiamo perciò perdere il senso delle cose che abbiamo tra le mani. Oggi lo Spirito ci ridona una nuova vista per vedere e amare il mondo con cuore nuovo.

+Pierbattista

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