• Subcribe to Our RSS Feed

Meditazione di mons. Pizzaballa: Pentecoste

Mag 19, 2018   //   by mauro   //   Riflessioni  //  No Comments

Il tempo pasquale non finisce con la festa dell’Ascensione, e la missione di Gesù, il Figlio inviato dal Padre, non si compie quando il Signore risorto ritorna nella gloria. La salvezza non sarebbe piena se tutto il corpo, associato al suo capo, non partecipasse a questo ritorno a casa, a questa possibilità definitiva di vita nella comunione d’amore con Dio.

Ma perché noi possiamo ascendere al Padre, perché la nostra vita possa essere eucaristia, abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Per questo il tempo pasquale si conclude con la Pentecoste, con il dono all’umanità della vita risorta del Figlio, che in noi diventa primizia e anticipo di quella vita nella gloria che è il nostro destino definitivo, la nostra eredità: con la Pentecoste ha inizio la nostra Ascensione al Padre.

Il Vangelo della Liturgia di oggi (Gv 15, 26-27; 16, 12-15) ci dice qualcosa dell’opera dello Spirito in noi. Gesù parla a lungo con i suoi discepoli prima della sua passione, e ad un certo punto afferma di avere tante altre cose ancora da dire; ma aggiunge che per ora i discepoli non sono in grado di portarne il peso (Gv 16,12).

C’è qualcosa che i discepoli da soli non possono fare: le parole di Gesù hanno un peso, una grandezza, una profondità che i discepoli non hanno la capacità, la possibilità di portare, di accogliere e di vivere.

Lungo il corso dei Vangeli, e ancor più nelle lettere di S. Paolo, troviamo qua e là questa espressione, capace di dire tutta l’impotenza dei discepoli, tutta l’impotenza degli uomini: essi non possono, non hanno in sé la forza. “Senza di me non potete far nulla”, dice Gesù qualche versetto prima di quelli che leggiamo oggi (Gv 15,5).

Cosa non può l’uomo da solo?

L’uomo, da solo, non può accogliere il dono di Dio, perché il dono è così grande, così “pesante” che richiede una più grande misura di cuore. C’è un “troppo”, un di più di vita che il Signore vuole donarci, ma che noi, da soli, non possiamo accogliere. Questo è il grande dramma dell’uomo.

Nella sua solitudine, l’uomo può trovare diverse soluzioni a questo dramma: può accontentarsi di una vita mediocre, inferiore alla propria vocazione; può fidarsi delle proprie forze, dei propri doni, e cercare dentro di sé la vita; può riempire il vuoto con ciò che possiede; oppure può disperarsi. Sono tutte vie senza uscita. C’è qualcosa che non possiamo ottenere solo con la nostra intelligenza, con le nostre ricchezze, tanto meno con il potere, con l’uso della forza.

Lo Spirito è esattamente Colui che ci rende capaci di vivere una vita all’altezza del dono di Dio; ci rende capaci di questo “troppo”, di questo di più. Arriva proprio dove noi, da soli, non possiamo. E lo fa dal di dentro: non imponendoci un peso ulteriore, non chiedendoci uno sforzo in più. Ci conduce alla verità, che nel Vangelo non è mai un’idea, ma sempre una persona. La verità nel Vangelo non è altro che l’amore gratuito che unisce il Padre e il Figlio, e nel quale noi siamo chiamati ad entrare, gratuitamente.

Lo Spirito ci conduce a questa verità perché Lui stesso è questa verità, è Lui il dono per eccellenza. Per accogliere questo dono, c’è forse un’unica condizione: essere poveri.

E l’icona della povertà che si apre allo Spirito la troviamo nei versetti conclusivi del Vangelo di oggi, dove Gesù racconta lo stile della vita nella Trinità: lo Spirito non parla da se stesso, ma annuncia tutto ciò che ha ascoltato, senza tenere nulla per sé; il Figlio non possiede nulla da sé, se non quello che il Padre gli dona; e il Padre non trattiene nulla, perché dona tutto al Figlio, e dona tutto nel Figlio (Gv 16,13-15).

Per noi, allora, si tratta di entrare in quest’ottica di un’esistenza nuova, in cui si vive del dono che si riceve e si impara a donare tutto.

Questa è l’opera dello Spirito in noi, l’opera che ci rende uguali al Figlio e che compie la nostra vita nella sua stessa fiducia, nel suo stesso abbandono al Padre.

+Pierbattista

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.

error:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi