• Subcribe to Our RSS Feed

Meditazioni di Mons. Pizzaballa: I Domenica di Avvento, anno A

Nov 30, 2019   //   by mauro   //   Riflessioni  //  No Comments

Iniziamo oggi un nuovo Anno Liturgico, in cui saremo accompagnati dalla lettura del Vangelo di Matteo.

In questa prima domenica d’Avvento, il brano di Vangelo (Mt 24,37-44) è tratto dal capitolo 24, che, insieme al 25, riporta l’ultimo dei cinque discorsi che l’evangelista raccoglie nel suo racconto.

Si tratta del discorso “escatologico”: di fronte agli eventi drammatici che stanno per accadere, Gesù mette in guardia i suoi discepoli, perché siano vigilanti e sappiano attraversare la storia senza aggrapparsi a nulla, se non alla certezza del ritorno del Signore.

Quanto è certo che il Signore tornerà, altrettanto è certo che nessuno può conoscerne i tempi: il brano di oggi è preceduto da un versetto (Mt 24, 36), in cui Gesù afferma che nessuno conosce l’ora del compimento della storia, se non il Padre. Lo stesso concetto conclude il brano (Mt 24,44), formando un’inclusione e offrendo così la chiave di lettura: il Figlio dell’uomo viene, ma in un modo e in un tempo che nessuno conosce; e per questo bisogna essere preparati alla sua venuta, in ogni momento.

La cosa importante, dunque, non è conoscere i tempi, ma piuttosto essere vigilanti, saper attendere.

Sembra invece che il grande rischio sia quello di dimenticare questa verità.

Gesù fa un esempio ripensando e rileggendo l’evento del diluvio. I contemporanei di Noè sono descritti intenti alle cose normali della vita: mangiare, bere, sposarsi (Mt 24, 38). Non stanno facendo nulla di male, evidentemente, ma stanno facendo solo questo. Sono tutti intenti a fare queste cose come se la vita fosse solo questo, come se non ci fosse nient’altro, per cui non si accorgono (Mt 24,39) che qualcos’altro stava invece accadendo.

Così è per il ritorno del Signore (Mt 24,39).

E qui Gesù è ancora più esplicito, quando dice che due uomini saranno in un campo, e uno sarà preso e l’altro lasciato; due donne staranno macinando, l’una sarà presa e l’altra lasciata (Mt 24,40-41). Per dire che stavano facendo esattamente la stessa cosa, non cose diverse, cose che potrebbero giustificare un diverso giudizio. Non è che uno stava facendo una cosa cattiva, né peggiore dell’altro.

Ma uno dei due viene lasciato lì, perché per lui c’era solo quello, la vita finiva lì, non conosceva altro, non si attendeva altro se non quello che stava vivendo.

Allora, si tratta proprio di fare le stesse cose, le cose normali della vita, niente di più. Ma, evidentemente, di farle in un modo diverso. Si tratta di farle sapendo che non sono tutto, che non esauriscono la vita, non chiudono l’orizzonte; per cui, quando il Signore viene, si possono anche lasciare, perché la vita non è tutta lì.

Si tratta di vivere le cose normali della vita come il luogo dove il Signore viene, dove si manifesta, dove lo si può incontrare.

Sono tutte cose buone, le cose della vita. Ma se sono solo quelle, se non si attende altro, quelle stesse cose diventano la nostra rovina. Se a ciò che si fa non manca nulla, se siamo convinti che basta farle e magari farle bene, quelle stesse cose sono la nostra morte.

Il Vangelo di oggi ci mette in guardia anche dall’eccesso opposto, quando dice che come un ladro, quando va a scassinare una casa, non dà il preavviso, così fa il Signore quando viene (Mt 24,43). Perché non ci preavvisa? Non sarebbe meglio, non ci aiuterebbe ad essere più pronti?

In realtà, se noi sapessimo quando il Signore viene, smetteremmo di fare le cose di sempre, per aspettare Lui. Potremmo cadere nell’abbaglio che essere pronti significhi smettere di fare quelle cose di cui parlavamo prima, quelle di una vita normale: mangiare, bere, lavorare, sposarsi…. Invece il Signore viene proprio lì, si manifesta dentro l’ordinario, dentro la normalità, dentro la fatica di ogni giorno.

Inizia dunque l’Avvento: un tempo in cui non fare nulla di più di quanto stiamo già facendo, ma neanche nulla di meno. Non dobbiamo smettere di fare le cose della vita, per aspettare il Signore, ma semplicemente viverle come il luogo della sua venuta, il luogo del nostro incontro con Lui.

+ Pierbattista

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.

error:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi