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Meditazioni di Mons. Pizzaballa: XXIV Domenica del Tempo Ordinario, anno C

Set 14, 2019   //   by mauro   //   Riflessioni  //  No Comments

Possiamo leggere il brano di Vangelo di oggi (Lc 15,1-32) alla luce del primo versetto: “Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo”.

Il brano si apre dunque con quest’immagine, in cui vediamo che dov’è Gesù vi sono anche pubblicani e peccatori, e questi gli si avvicinano per poterlo ascoltare.

All’interno di questo versetto, ci soffermiamo su un aggettivo, riferito proprio a questa categoria di persone che l’evangelista chiama “pubblicani e peccatori”, dicendo che tutti loro si avvicinano a Gesù: “tutti”.

E potremmo dire che proprio questo tutti è ciò che scandalizza una seconda categoria di persone presente sulla scena, fatta di farisei e scribi: ciò che li scandalizza è esattamente questo, ovvero che Gesù accolga anche i peccatori, cioè che Gesù accolga tutti.

Le tre parabole che Gesù racconta si giocano, fra l’altro, su questi aggettivi di quantità, di numero.

Nella prima troviamo un uomo che ha cento pecore, e ne perde una. Allora ne lascia novantanove per andare alla ricerca di quella sola che si è persa. La trova, la riporta a casa, la riconduce insieme alle altre; sembra non darsi pace fino a quando non le ha di nuovo tutte.

La seconda parla di una donna che ha dieci monete, ne perde una; anche lei si mette alla ricerca e non si dà pace fino a quando non ne ha di nuovo dieci, fino a quando non le ha tutte.

Nella terza c’è un padre. Questo padre ha due figli, uno dei due se ne va lontano. Poi, dopo averne combinate di tutti i colori, torna; ma a questo punto è l’altro figlio ad andarsene, a non voler stare in casa con il fratello appena tornato. E il padre di questi due figli non si dà pace, finché entrambi i figli siano di nuovo con lui.

Con questa chiave di lettura, allora ci diventa chiaro che il problema sta proprio qui, in questo tutti.

Da una parte c’è Dio, che porta in cuore questo desiderio di salvezza, per tutti.

Lo abbiamo sentito risuonare fin dalle prime pagine del vangelo di Luca: quando Gesù viene presentato al tempio dai genitori, pochi giorni dopo la sua nascita, un anziano pieno di Spirito santo lo vede, e in Lui riconosce quel dono che Dio fa all’umanità per la salvezza di tutte le genti (Lc 2,31).

Dall’altra c’è l’uomo, diviso tra due tendenze solo apparentemente opposte: c’è l’uomo che si perde, come il figlio minore; e c’è l’uomo che si scandalizza, che rifiuta di essere considerato alla stregua di chi si è perso. Sono coloro che pensano di meritarsi la salvezza, come i farisei che troviamo al versetto 1

Entrambi commetto un errore, uno sbaglio di visuale, uno scambio di prospettiva.

I primi pensano di non aver più il diritto di tornare a casa; i secondi pensano di esser i soli ad avere questo diritto. Ed entrambi sbagliano perché nessuno di essi ha il diritto, ma per tutti questo stare a casa è grazia ed è vita.

Questo desiderio di salvezza di Dio, dunque, non può realizzarsi altrimenti se non dentro un cammino in cui l’uomo torni a vivere in una fraternità in cui nessuno venga escluso, un cammino in cui l’uomo rinunci a definire chi ha il diritto di essere salvato, e chi invece no.

Gesù per questo elimina ogni categoria: per lui non ci sono farisei, pubblicani, peccatori, e tutti sono ugualmente figli, persi e ritrovati, chiamati ad essere fratelli, a formare, insieme, questa nuova famiglia, in cui ci sia posto per tutti.

Nel suo viaggio verso Gerusalemme, oggi Gesù fa un altro passo, e illumina di nuovo il senso del suo cammino: a Gerusalemme Gesù darà la sua vita per tutti, perché l’umanità dispersa e divisa sia di nuovo radunata in un’unica famiglia, senza divisioni, classificazioni e distinzioni.

Ma accogliere questa novità scandalosa è la porta stretta attraverso cui passare per entrare in casa: come abbiamo visto nelle scorse domeniche (cfr XXI domenica C) rimane fuori non chi ha sbagliato, ma chi pensa di essere in vantaggio sugli altri, di meritarsi qualcosa in più, chi è geloso di quel fratello che il padre ha riaccolto gratuitamente e festosamente in casa.

+Pierbattista

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