I volti dietro un nome: il gruppo Isole Delta del Po e la sua storia
Che bello “andare a scout”, vero? Ritrovarsi ogni settimana, per mettersi in gioco, riflettere, e offrire il proprio servizio, vivendo esperienze dirette e affrontando ogni difficoltà insieme. Per non parlare del campo, una settimana magica, tanto attesa da ognuno di noi, durante la quale viviamo avventure indimenticabili.
Ma vi siete mai chiesti da dove nasce il nostro gruppo? Quali sono le nostre origini e come è iniziato tutto?
Noi Linci ci abbiamo pensato, e abbiamo deciso di sviluppare la nostra specialità di squadriglia di giornalismo, partendo da questa nostra domanda.
Forse non sapete che il nostro gruppo, ovvero Isole Delta del Po 1, nasce dall’unione di due gruppi distinti: il gruppo Porto Tolle, e il Taglio di Po.
Abbiamo quindi intervistato i fondatori di tali gruppi, per ripercorrere la storia passo passo.
Venerdì 25 aprile 2025 noi squadriglia linci, accompagnate dalla nostra capo gruppo Anna Maria Tognon, ci siamo dirette a Campoverardo (frazione del comune di Camponogara), per condurre un’intervista a Don Adriano Agnoletto, il fondatore del precedente gruppo Porto Tolle. “Sono giunto a Porto Tolle come cappellano, giovedì 28 settembre 1972. Tutto iniziò quando, bevendo un semplice caffè al bar, incontrai un gruppo di ragazzini: erano un tutto dire!” -racconta Don Adriano- “gli stessi ragazzi facevano a gara a chi, lanciando i sassi sulle finestre del patronato, faceva i buchi piú grossi! Insomma, serviva aiuto per migliorare la situazione. Con il mio intervento, e molti altri supporti, il patronato era diventato un posto migliore. Da qui nacque l’idea: perchè non costituiamo un gruppo di scout?” Il racconto prosegue: “Per il primo periodo, attività, uscite e riunioni venivano svolte insieme al gruppo già esistente Adria 1. Il primo campo ha avuto luogo a Roncoscaglia di Sestola. L’anno seguente si costituì il gruppo, a sé stante, di Porto Tolle, con il fazzolettone dai colori blu e arancione, e io fui il primo capo-gruppo.”
Inoltre, alla domanda: “Che significato hanno i colori del fazzolettone, blu (il colore dominante), e arancione (che designa i contorni)?”, Don Adriano risponde: “Il blu rappresenta il mare immenso, mentre l’arancione indica il colore che assume il cielo al sorgere del sole”. “Erano presenti quattro squadriglie, due maschili e due femminili, si viveva ogni giorno insieme in allegria, proprio come accade in una famiglia. Eravamo tutti uniti da un legame speciale.”
Per concludere, Don Adriano aggiunge: “Il gruppo scout è stato una parte formativa indispensabile di crescita per i ragazzi. Nutro e nutrirò per sempre un grande amore per gli scout, e ho continuato a farlo anche quando nel 1986 il Vescovo mi inviò una lettera per dirmi che non era opportuno che io continuassi ad essere la figura del capo scout. Io non fui geloso, ero consapevole che gli scout non fossero “miei”, anzi, mi trovavo al loro servizio”.
Sabato 26 aprile 2025, il giorno seguente, ci siamo dirette a Conegliano, grazie all’accompagnamento di Lara Arilotta, la nostra capa reparto, per condurre un’intervista ai fondatori del gruppo Taglio di Po: Adriana Araldo e Giovanmaria Garavello (affettuosamente chiamato Jaia).
“L’idea è nata durante il nostro trasloco a Taglio di Po. Padre Attilio, l’allora cappellano di Taglio di Po, lamentava il fatto che non ci fossero, nel paese, realtà o iniziative per i ragazzi. Noi rispondemmo: “Noi sappiamo solo fare gli scout”. L’idea piacque subito; così, per i primi momenti, ci unimmo al gruppo Adria 1 e organizzammo attività in comune, insieme. Col passare del tempo, poi, fondammo la prima, vera, squadriglia, ovvero la squadriglia Lupi, e pian piano si unirono anche le ragazze. Il primo campo fu nell’agosto del 1984, a Valle San Lugano. Appena il gruppo Taglio di Po si formò, nel 1987, bisognava scegliere un fazzolettone: bianco con i contorni blu. Così sarebbe stato sicuramente elegantissimo!” -riportano Jaia e Adriana. E durante il racconto, riaffiorano alla mente molti ricordi: “Io fui guida dell’AGI (acronimo di Associazione Guide Italiane), e facevo parte della squadriglia Edelweiss (ovvero “stelle alpine”), poiché noi ragazze potevamo utilizzare i nomi dei fiori per le squadriglie” -dice Adriana- “Mentre io fui uno scout dell’ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani), e ho fatto parte delle squadriglie castori e cervi” -dice Giovanmaria.
Questi due gruppi, Porto Tolle 1 e Taglio di Po 1, distinti per identità e fazzolettoni diversi, a un certo punto si ritrovarono sulla stessa strada. Infatti, la carenza di capi e un numero esiguo di guide, esploratori, rover e scolte, obbligavano le due CoCa a rivolgersi al gruppo vicino per una collaborazione temporanea. Col passare degli anni la collaborazione divenne sempre più stretta e profonda, costituendo una sorta di gruppo unico: vi erano due branchi, un unico reparto e un’unica comunità RS. Entrambi però, continuavano a mantenere la propria identità di provenienza poiché censiti in modo distinto e, allo stesso tempo, censiti da fazzolettoni di colori diversi.
I ragazzi, nonostante tutto, sentivano di appartenere ad un’unica entità. In seguito alla scomparsa di Federico, un giovane capo del Porto Tolle, il clan prese l’iniziativa: volevano unire, una volta per tutte, i due gruppi, costituendone definitivamente uno unico, per abbattere ogni barriera e superare le divergenze. Ma fu proprio grazie alla comunità capi di allora, che questo sogno potè realizzarsi: fu istituito il 24 febbraio 2013, durante un’uscita al museo regionale della bonifica di Ca’Vendramin, il gruppo Isole Delta del Po 1, dal caratteristico fazzolettone bordò (ovvero il colore preferito di Federico) con i bordi bianchi e blu (per ricordare i precedenti fazzolettoni). La cerimonia iniziò con una caccia al tesoro, con la quale si scoprirono le nuove effigi e i nuovi fazzolettoni; e si concluse con la messa e l’ammaina bandiera. Così, la fusione di esperienze, valori e tradizioni arricchisce ciascun componente, creando un ambiente ancora più forte e coeso, dove il senso di comunità e la condivisione di ideali diventano il motore di ogni attività. L’unione di questi gruppi non è solo un incontro di risorse, ma un’opportunità per crescere insieme come una grande famiglia scout, unita dalla stessa passione per il servizio e la crescita personale.
